FERMO AMMINISTRATIVO AUTO –GANASCE FISCALI SEMPRE POSSIBILE E LECITO?

FERMO AMMINISTRATIVO AUTO –GANASCE FISCALI SEMPRE POSSIBILE E LECITO?
  1. NON E COSI’ DIFATTI ALCUNI SOGGETTI E CATEGORIE SONO TUTELATI DALLE GANASCE FISCALI SECONDO. il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e novellato dal le modifiche apportate all’articolo 86, comma 2, del d.P.R. n. 602/1973 e dall’art. 52, comma 1, lettera m-bis del D.L. n. 69/2013.

 

Spesso i contribuenti si vedono recapitare intimazioni di pagamento reipilogativi  di numerose

Cartelle notificate in anni precedenti a cui Equitalia sino al momento della nuova azione di intimazione,

non ha eseguito ne operato alcuna riscossione.

Spesso questi avvisi di intimazione di pagamento del debito entro trenta giorni sono collegati alla minaccia, all esecuzione   coattiva delle ganasce fiscali o meglio conosciuto come fermo amministrativo.

In prima istanza, il contribuente , presupponendo la sua stessa buona fede,  potrebbe avere difficoltà nel risalire a quella lunga lista di cartelle  indicate come precedentemente  correttamente notificate.

Spesso si cade nella paura e nelle situazioni quanto più angosciante, rivolgendosi anche a persone con poca competenza in materia o poco attenti all’analisi della situazione.

In prima analisi come all’inizio indicato verificare se la minaccia delle ganasce fiscali potrà essere attuato, ovvero le ganasce fiscali non possono trovare esecuzione e nel caso siano eseguite debbano essere annullate se l’autovettura o l’autocarro in questione rientra in questa categoria tutelata per legge.

  1. soggetti a ganasce fiscali le autovetture sempre secondo il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495  che sancisce invece il divieto o il  blocco dei veicoli destinato a servizi di polizia, anche se privati, di ambulanze, dei Vigili del Fuoco, di soccorso, nonché di quelli dei medici che si trovano in attività di servizio in situazione di emergenza, e degli invalidi, in ragione dell’identificazione della destinazione particolare del veicolo. La giurisprudenza attuale infatti è stata sempre concorde a considerare che il veicolo di un disabile, allorquando abbia come destinazione d’uso la mobilità dello stesso, possa esser considerato al pari di un mezzo di soccorso.

Per analogia , il principio vale anche se l’autovettura non intestata al disabile in quanto minore, possa dimostrarsi che il genitore/tutore abbia l’unico automezzo a disposizione, per l’accompagnamento e lo spostamento del disabile minore.

 

  1. b) – il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e novellato dal le modifiche apportate all’articolo 86, comma 2, del d.P.R. n. 602/1973 e dall’art. 52, comma 1, lettera m-bisdel D.L. n. 69/2013. è pur vero che l’art 86 del D.P.R. 602/73, come è noto riconosce all’agente della riscossione la possibilità di disporre il fermo amministrativo dei beni del debitore (“Decorso inutilmente il termine di cui all’art. 50, comma 1, il concessionario può disporre il fermo dei beni mobili del debitore (…)”, ma il concessionario deve verificare e se non lo fa ne è cura del contribuente   che i beni per i quali andava ad effettuare il fermo erano beni che non  facessero  parte dell’azienda, vale a dire utili per l’impresa. Dovendo il concessionario attuare del codice viene in aiuto la ratio della norma dell’art 515 c.p.c. risulta difficile pensare che il debitore riesca a far fronte ai propri debiti, se gli viene impedito di poter utilizzare gli strumenti essenziali per l’attività imprenditoriale

 

fatto questo non sgrava totalmente il problema, ciò non toglie la possibile validità del debito del contribuente, tale circostanza garantisce la non esecuzione della ganascia fiscale ,ma non l’annullamento del debito che rimane tale.

Quindi si torna all’analisi della pretesa del debito e la verifica della liceità e veridicità dello stesso.

Primo elemento da considerare, è la notifica, non basta sostenere di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale, solo perché materialmente non la si ricorda o non la si è ritirata.

Questo non è un elemento vincente per la proposizione di un ricorso, difatti la prima mossa da fare è recarsi presso Equitalia o delegare qualcuno e fare richiesta di accesso agli atti e ricevere una copia della prima notifica della cartella.

A questo punto nei tempi di Equitalia saremo a conoscenza della  notifica se avvenuta,  e della effettiva modalità di notifica.

Vi ricordo , che  non ritirare una raccomandata alla posta con su indicato Atto MOFF non è sempre una cosa saggia, anzi quasi per nulla, in quanto l’oggetto della raccomandata, ipotizzando una cartella esattoriale,  decorso il tempo di giacenza presso l’ufficio postale sarà notificata mediante pubblicazione alla casa comunale tramite affissione pubblica. Notifica considerata valida a tutti gli effetti secondo il nostro codice Tributario.

Da qui nascono  un infinità di problemi, soprattutto nel caso che la cartella sia soggetta a vizi di forma, di notifica e/o consideri imposte ,tasse e contributi eventualmente prescritti , o semplicemente decaduti dalla possibilità di richiesta di Equitalia.

La notifica mezzo avviso  di pubblicazione presso la casa comunale è una notifica valida a tutti gli effetti, gli strumenti di contestazione, di tale validità della notifica secondo gli articoli 41 pc etc sono difficili da provare, e proprio per questo Equitalia nonostante le numerose vittorie in commissione tributaria ha optato per l’invio di una seconda comunicazione nella quale l’unico elemento è l’iscrizione della notifica non avvenuta in maniera diretta,  ma bensi comunicando la notifica presso la casa comunale di competenza.

Provare che il messo, non abbia attuato tutte le procedure per permettere al contribuente di venire a conoscenza della notifica , non essendosi impegnato nel reperire ed informare tempestivamente il contribuente e farraginosa e lacunare.

Sicuramente primo passo da effettuare, se non si è ritirata o non si vuole ritirare una raccomandata con indicazione atto mof (ovvero proveniente da Equitalia agenzia o altro cosa a mio avviso da non fare mai) potrebbe essere quello di  procurarsi n stretto giro un estratto di ruolo aggiornato.

Nello stesso sarà già presente la comunicazione da voi non ritirata, con mancanza di notifica, l ma , nel contempo avete appreso e verificato la congruità della richiesta, il tributo richiesto, l’importo  i tempi di iscrizione a ruolo etc in maniera tale da poter agire  eventualmente per tempo.

Ripeto, non ritirare un atto di Equitalia non è una mossa intelligente ne consigliata, il contribuente nel caso di difesa ed opposizione dovrà  agire pena decadenza  entro determinati termini 60 gg, per imposte  40gg per contributi, e 30gg se si riferiscono a multe ammende etc etc,

se pur vero,  che oggi,  numerose sentenza hanno validato la possibilità di ricorrere direttamente su estratto di ruolo, cosa prima preclusa ,  e pur vero che conoscere il nemico permette di potersi difendere ed eventualmente vincere.

Ricordate che la prescrizione ovvero la perdita di efficacia di riscossione e di pretesa del tributo tassa o contributo, non è cosi semplice, spesso incontriamo termini di sospensione, novazione della pretesa quindi se pur non impossibile, e con un legale capace, si possa far valere tale  diritto ,  non conviene mai sottovalutare la cosa ne essere cosi certi di essere tra gli intoccabili.

I debiti Equitalia sono trasferibili agli eredi in caso di successione, l’unico modo per evitare la trasferibilità consiste nel diritto dell’erede di rinunciare all’eredità attiva e passiva che sia,  entro tre mesi dal decesso del contribuente debitore,  cosa non sempre possibile in presenza di beni immobili,  o di conti correnti ..

 

Per maggiori info approfondimenti ,o altri casi www.studiodipierno.it direttamente sul blog -https://studiodipiernoit.wordpress.com/

Fonte e commento dell’ analisi Di Pierno Dr Edmodo Tributarista Qualificato LAPET l4/2013

Traversa R.il normanno 16

 

commercianti /artigiani non sempre devono pagare IRAp

commercianti /artigiani non sempre devono pagare IRAp

Quando il professionista è tenuto a pagare l’Irap ?
l’imprenditore individuale commerciante/artigiano e sempre tenuto al pagamento
dell IRAP?

la risposta e No, lo sanciscono svariate sentenze delle Cassazioni, tracciando i limiti
ed i paletti all’interno dei quali si diventa soggetto passivo IRAP.

Secondo il parere della Corte di Cassazione,
contenuto nella recente sentenza n. 13471 del 2015, non paga l’Irap il professionista
(nel caso di specie, un cantante, avvocato, commercialista ed altro, ) che produce un reddito riconducibile alle sole
personali capacità professionali, in assenza di una struttura organizzativa e di
personale dipendente. Per converso, quindi, il professionista è soggetto ad Irap
solo quando utilizza personale dipendente ovvero utilizza particolari beni strumentali
(magari di valore eccessivo a quanto consentito per l’espletamento dell’esercizio
della propria attività professionale).

la stessa sentenza, ed altre in passato come 15249/2010 -22122.22123.22124 del /2013 inoltre per analogia estende il concetto
di autonoma organizzazione anche agli imprenditori individuali, commercianti/artigiani,
per cui sia pienamente verificato l’assenza di autonoma organizzazione.
secondo l’articolo 2 Dlgs 466 del 15/12/1997-

cosa sancisce l’articolo 2 del Dlgs 466/97?
l’imposta Irap ovvero imposta regionale attività produttive deve obbligatoriamente essere pagata dal soggetto che
nell’esercizio abituale di un attivita arte o professione autonomamente organizzata
sia diretta alla produzione di beni e servizi.

ma con il termine autonomamente organizzata cosa intende?:
esattamente si vuole intendere la capacità di produrre reddito dall’attività anchein assenza
del titolare imprenditore indivisuale commerciante e/o artigiano, ovvero
che l’attività vada avanti e produca i suoi effetti reddituali con accrescimento degli stessi
anche senza l’effetiva presenza di quest ultimo,quindi autonomamente organizzata.

quindi autonomamente organizzata: assenza del lavoro dell’imprenditore individuali comporti
ugualmente accrescimento del reddito.

sempre secondo l’articolo 2 il presupposto di assogettabilità è un presupposto qualitativo
e non quantitativo, cio in breve che vul dire?

che non bisogna prendere in riferimento il fatturato, il quale quantitativamente
potrebbe anche essere elevato, ma l’elemento qualitativo di come si produce il fatturato.
la previsione normativa non prevede un limite minimo o massimo di organizzazione
ma prevede esclusivamente l’elemento di autonoma organizzazione, che prescinde dal
risultato finale del fatturato, (elemento quantitativo).

in virtu di questi elementi cosi considerati le varie sentenze gia da tempo hanno escluso
dall’obbligatorietà dell’Imposta IRAP i soggetti quali Agenti e rappresentanti, e intermediari
Finanziari, in quanto il loro fatturato derivante da provvigioni se pur alto non è
configurabile in un autonoma organizzazione, inoltre altro elemento fondamentale consiste proprio,
nel essere inseriti in un contesto in cui l’organizzazione e laresponsabilità è
attribuita ad altrui persona autonomamente organizzata.

se questi sono i presupposti del nostro sistema impositivo riferito all’IRAP,
per analogia si intuisce facilmente chele varie sentenze ben giustamente hanno preso
in analisi i piccoli imprenditori in cui effettivamente manchi l’elemento di
autonoma organizzazione.

chi possono essere questi soggetti:
sicuramente artigiani commercianti, trasposrtatori per conto terzi, che rispecchino determinate
caratteristiche qualitative dell art 2 del Dlgs 466.
ovvero:
assenza di dipendeti.
utilizzo di beni strumentali minimi indispensabili,
che in loro assenza non si accresca e/o si produca reddito,
sono gli elementi per la quale il piccolo imprenditore non è assogettabile all IRAP:

esempio piccolo commerciante di calzature, fotografo, commerciante di detersivi etc etc,
in assenza certificata di dipendenti, con beni strumentali minimi indispensabili
sono per l’art2 Dlgs esonerati dal versamento IRAP.
per una migliore indicazione ed spletamento dell’informazione

se il commerciante di calzature la mattina per situazioni personali non va ad aprire il negozio
non vende, se deve chiudere improvisamente per un fatto eccezionale non vende,
se deve recarsi ad acquistare merci e il negozio resta chiuso oltre l’orario
prefissato di spacco non produce reddito.
cosi come un fotografo che in assenza di collaboratori , pur avendo eventualmente dei beni strumentali
costosi ma mnimi indispensabili svolge il suo lavoro autonomamente non puo configurarsi
autonoma organizzazione, anche se lo stesso fotografo eccezionalmente si avvalga di un
collaboratore porta borsa, e/o attrezzatura, in quanto quale elemento qualitativo
l’eventuale collaboratore spot non produce reddito senza che lo stesso fotografo sia
sul posto ed operi nella sua veste professionale,

attenzione, se dopo attenta verifica si palesi l’assenza di elementi qualitativi per il versamento dell’IRAP , la stessa
la dichiarazione IRAP annuale non potrà arbitrariamente non essere trasmessa, altrimenti
si incorre in accertamento e sanzione da parte dell’ufficio finanziario per omessa dichiarazione
ai sensi degli articoli, dovendo poi ricorrere con maggiori costi in commissione tributaria
per far valere le motivazioni di omissione.

io consiglio sempre ai miei clienti per i quali si palesino tutte le caratteristiche per
la non assogettabilità all’IRAP, di effettuare due step ben precisi:

richiesta di Rimborso delle ultime cinque annualita versate , motivando la richiesta
in virtu delle sentenze e degli elementi sinteticamete enunciati in precedenza.
attenzione, consiglio di effettuare istanza di rimborso, solo se si è certi
di tenere una contabilità trasparente e qualificata,
nella fase di verifica, non celere da parte dell ufficio finanziario, sanno richiesti
per gli anni di rimborso indicati nell istanza;
registri IVA – prospetti contabili, dati del quadro RG. del Quadro F degli studi di settore
registro cespiti beni ammortizzabili etc che se non tenuti correttamente,
potrebbero generare effetti distorsivi, contro lo stesso istante.(soggeto richiedente)

solo dopo quasta fase, con il riconoscimento del rimborso dell’IRAP versata,
quindi una palese accettazione e verifica da parte dellADE della mancanza di requisiti
di autonoma organizzazione, inoltrare una istanza di interpello, ed una richiesta di certificazione,
sulla base dell atteggiamento concludente dell’Ade relativo al rimborso per essere esonerati dalla presentazione del modello IRAP ed il versamento
dell’imposta per le annualità future.

in assenza di questa la prassi prevede sempre la presentazione del modello IRAP annuale,
versare le Imposte dovute e richiederne il rimborso/ compensazione successivamente.

escluderei presentare il modello Irap e non versare le imposte in quanto sareste ugualmente soggetti
a controlli del tipo 36 Bis con richiesta del versamento imposte IRAP quale minor
imposta versata, e dovrete tentare tramite civis e/o eventualmente commissione Tributaria
l’annullamento dell’Avviso , che ricordo diventa alla scadenza immediatamente
esecutivo e iscritto a ruolo.

per approfondimenti domande o altro potete utilizzare l’apposito blog o inviare una mail dal sito http://www.studiodipierno.it

discussione e commento del argomento in oggetto dello studio di Pierno
Dr Edmondo Di Pierno Tributarista Qualificato LAPET L 4/2013.

AUTOCERTIFICAZIONE CANONE RAI

AUTOCERTIFICAZIONE CANONE RAI

Il 24 marzo 2016 è stato emanato da parte dell’Agenzia delle Entrate il modello necessario a rendere all’Amministrazione Finanziaria la dichiarazione sostitutiva da parte dei contribuenti titolari di utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale e ciò alla luce del fatto che dal 1° luglio 2016 l’abbonamento del canone RAI sarà addebitato sulla bolletta dell’energia elettrica. Il modello è necessario per comunicare quelle situazioni in cui il contribuente si ritrova e che non rendono addebitabile il costo del canone RAI.

In particolare, nel modello il contribuente titolare di utenza di fornitura elettrica è chiamato a comunicare, alternativamente:

  1. a) la non detenzione di un apparecchio televisivo da parte di alcun componente della famiglia anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica (tale dichiarazione, per espressa previsione di legge ha validità annuale);
  2. b) la non detenzione, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica, di un apparecchio televisivo ulteriore rispetto a quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 una denunzia di cessazione dell’abbonamento radio-televisivo per suggellamento di cui all’articolo 10, primo comma, del Regio Decreto Legge 21 febbraio 1938, n. 246;
  3. c) che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante, in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica, di cui il dichiarante comunica il codice fiscale;
  4. d) il venir meno dei presupposti di una dichiarazione sostitutiva di cui alle lettere a), b) e c) precedentemente resa.

La dichiarazione sostitutiva è da presentarsi solo qualora il contribuente debba comunicare le condizioni di cui ai punti precedenti e può essere resa anche dall’erede in relazione all’utenza elettrica intestata transitoriamente ad un soggetto deceduto.

La dichiarazione di cui al punto d) deve essere tempestivamente effettuata qualora vengano meno i presupposti di una dichiarazione sostitutiva precedentemente resa, ad esempio nel caso di successivo acquisto di un apparecchio televisivo.

L’Amministrazione Finanziaria nelle istruzioni fornite per la compilazione del modello ricorda che per famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune (articolo 4 del D.P.R. n. 223/1989).

Il modello e le relative istruzioni sono disponibili al seguente link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/provvedimenti/2016/marzo+2016+provvedimenti/provvedimento+del+24+marzo+2016+canone+rai+provv+45059.

FONTE AGENZIA DELLE ENTRATE

RIPORTO COMMENTATO DA STUDIO DI PIERNO

WWW.STUDIODIPIERNO.IT

 

 

SABATINI TER

SABATINI TER

A partire dal 2 maggio, probabilmente, sarà possibile inviare le domande di accesso alla “Sabatini ter” per l’acquisto agevolato di beni strumentali per l’impresa, ovvero nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.

Semplificazioni
Tra le novità dell’agevolazione concessa dal MiSE il fatto che i finanziamenti saranno sganciati dal plafond di Cassa Depositi e Prestiti, con la possibilità per le aziende di avere a disposizione un doppio binario per reperire le risorse:

Cassa Depositi Prestiti;
Direttamente dalle banche e dalle società di leasing.
Come ulteriore semplificazione non servirà più la garanzia di un commercialista o revisore legale per la certificazione del completamento dell’investimento. Questo, unito al fatto che i finanziamenti possono essere sganciati dalla CDP porta ad una riduzione dei tempi di emissione e concessione del contributo (30gg dalla delibera bancaria) e per la stipula dei contratti con le PMI e l’erogazione da parte delle banche.

 

Beneficiari
L’agevolazione è aperta alle micro, piccole e medie imprese che operano sul territorio nazionale in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca ed esclusi industria carboniera, attività finanziarie e assicurative, produzione di imitazioni o sostituzione del latte o di prodotti lattiero – caseari.

Investimenti e domande
Gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi, o comunque entro il termine previsto negli specifici regolamenti comunitari settoriali. Come data di riferimento per l’avvio dell’investimento si tiene conto di quella dell’inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante a ordinare attrezzature.

 

Una volta compilata l’istanza online, dalla sezione modulistica del MiSE, questa deve essere sottoscritta con firma digitale del legale rappresentante o procuratore. La domanda con gli allegati previsti dovrà essere inviata esclusivamente via PEC agli indirizzi indicati dagli istituti finanziatori convenzionati (banche o intermediari finanziari), che concederanno il finanziamento a copertura del 100% delle spese ammissibili, sulla base della disponibilità costituita presso la Cassa Depositi e Prestiti, di importo non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 2 milioni di euro, per una durata massima di 5 anni.

Fonte: MiSE.
Lo strumento agevolativo definito in breve “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.
Nel dettaglio, la misura prevede il seguente funzionamento:
Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha costituito un plafond di risorse che le banche aderenti alle convenzioni MiSE-ABI-Cdp o le società di leasing, se in possesso di garanzia rilasciata da una banca aderente alle convenzioni, possono utilizzare per concedere alle PMI, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e 2 milioni di Euro a fronte degli investimenti previsti dalla misura;
Il MiSE concede un contributo in favore delle PMI, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari di cui al punto 1, in relazione agli investimenti realizzati. Tale contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni;
Le PMI hanno la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso.

Con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) il plafond di Cdp, inizialmente pari a 2,5 miliardi di euro, è stato incrementato fino a 5 miliardi. Lo stanziamento di bilancio, relativo agli anni 2014-2021, per la corresponsione del contributo a parziale copertura degli interessi sui finanziamenti bancari (inizialmente pari a 191,5 milioni di euro) in base a quanto disposto dalla legge di stabilità 2015 è ora pari a 385,8 milioni di euro.
Sulla base delle procedure definite nell’ambito degli strumenti attuativi della misura, la prenotazione delle risorse finanziarie per l’erogazione dei finanziamenti bancari alle PMI avviene con cadenza mensile e si attua con il coordinamento tra Cdp e Ministero.