commercianti /artigiani non sempre devono pagare IRAp

commercianti /artigiani non sempre devono pagare IRAp

Quando il professionista è tenuto a pagare l’Irap ?
l’imprenditore individuale commerciante/artigiano e sempre tenuto al pagamento
dell IRAP?

la risposta e No, lo sanciscono svariate sentenze delle Cassazioni, tracciando i limiti
ed i paletti all’interno dei quali si diventa soggetto passivo IRAP.

Secondo il parere della Corte di Cassazione,
contenuto nella recente sentenza n. 13471 del 2015, non paga l’Irap il professionista
(nel caso di specie, un cantante, avvocato, commercialista ed altro, ) che produce un reddito riconducibile alle sole
personali capacità professionali, in assenza di una struttura organizzativa e di
personale dipendente. Per converso, quindi, il professionista è soggetto ad Irap
solo quando utilizza personale dipendente ovvero utilizza particolari beni strumentali
(magari di valore eccessivo a quanto consentito per l’espletamento dell’esercizio
della propria attività professionale).

la stessa sentenza, ed altre in passato come 15249/2010 -22122.22123.22124 del /2013 inoltre per analogia estende il concetto
di autonoma organizzazione anche agli imprenditori individuali, commercianti/artigiani,
per cui sia pienamente verificato l’assenza di autonoma organizzazione.
secondo l’articolo 2 Dlgs 466 del 15/12/1997-

cosa sancisce l’articolo 2 del Dlgs 466/97?
l’imposta Irap ovvero imposta regionale attività produttive deve obbligatoriamente essere pagata dal soggetto che
nell’esercizio abituale di un attivita arte o professione autonomamente organizzata
sia diretta alla produzione di beni e servizi.

ma con il termine autonomamente organizzata cosa intende?:
esattamente si vuole intendere la capacità di produrre reddito dall’attività anchein assenza
del titolare imprenditore indivisuale commerciante e/o artigiano, ovvero
che l’attività vada avanti e produca i suoi effetti reddituali con accrescimento degli stessi
anche senza l’effetiva presenza di quest ultimo,quindi autonomamente organizzata.

quindi autonomamente organizzata: assenza del lavoro dell’imprenditore individuali comporti
ugualmente accrescimento del reddito.

sempre secondo l’articolo 2 il presupposto di assogettabilità è un presupposto qualitativo
e non quantitativo, cio in breve che vul dire?

che non bisogna prendere in riferimento il fatturato, il quale quantitativamente
potrebbe anche essere elevato, ma l’elemento qualitativo di come si produce il fatturato.
la previsione normativa non prevede un limite minimo o massimo di organizzazione
ma prevede esclusivamente l’elemento di autonoma organizzazione, che prescinde dal
risultato finale del fatturato, (elemento quantitativo).

in virtu di questi elementi cosi considerati le varie sentenze gia da tempo hanno escluso
dall’obbligatorietà dell’Imposta IRAP i soggetti quali Agenti e rappresentanti, e intermediari
Finanziari, in quanto il loro fatturato derivante da provvigioni se pur alto non è
configurabile in un autonoma organizzazione, inoltre altro elemento fondamentale consiste proprio,
nel essere inseriti in un contesto in cui l’organizzazione e laresponsabilità è
attribuita ad altrui persona autonomamente organizzata.

se questi sono i presupposti del nostro sistema impositivo riferito all’IRAP,
per analogia si intuisce facilmente chele varie sentenze ben giustamente hanno preso
in analisi i piccoli imprenditori in cui effettivamente manchi l’elemento di
autonoma organizzazione.

chi possono essere questi soggetti:
sicuramente artigiani commercianti, trasposrtatori per conto terzi, che rispecchino determinate
caratteristiche qualitative dell art 2 del Dlgs 466.
ovvero:
assenza di dipendeti.
utilizzo di beni strumentali minimi indispensabili,
che in loro assenza non si accresca e/o si produca reddito,
sono gli elementi per la quale il piccolo imprenditore non è assogettabile all IRAP:

esempio piccolo commerciante di calzature, fotografo, commerciante di detersivi etc etc,
in assenza certificata di dipendenti, con beni strumentali minimi indispensabili
sono per l’art2 Dlgs esonerati dal versamento IRAP.
per una migliore indicazione ed spletamento dell’informazione

se il commerciante di calzature la mattina per situazioni personali non va ad aprire il negozio
non vende, se deve chiudere improvisamente per un fatto eccezionale non vende,
se deve recarsi ad acquistare merci e il negozio resta chiuso oltre l’orario
prefissato di spacco non produce reddito.
cosi come un fotografo che in assenza di collaboratori , pur avendo eventualmente dei beni strumentali
costosi ma mnimi indispensabili svolge il suo lavoro autonomamente non puo configurarsi
autonoma organizzazione, anche se lo stesso fotografo eccezionalmente si avvalga di un
collaboratore porta borsa, e/o attrezzatura, in quanto quale elemento qualitativo
l’eventuale collaboratore spot non produce reddito senza che lo stesso fotografo sia
sul posto ed operi nella sua veste professionale,

attenzione, se dopo attenta verifica si palesi l’assenza di elementi qualitativi per il versamento dell’IRAP , la stessa
la dichiarazione IRAP annuale non potrà arbitrariamente non essere trasmessa, altrimenti
si incorre in accertamento e sanzione da parte dell’ufficio finanziario per omessa dichiarazione
ai sensi degli articoli, dovendo poi ricorrere con maggiori costi in commissione tributaria
per far valere le motivazioni di omissione.

io consiglio sempre ai miei clienti per i quali si palesino tutte le caratteristiche per
la non assogettabilità all’IRAP, di effettuare due step ben precisi:

richiesta di Rimborso delle ultime cinque annualita versate , motivando la richiesta
in virtu delle sentenze e degli elementi sinteticamete enunciati in precedenza.
attenzione, consiglio di effettuare istanza di rimborso, solo se si è certi
di tenere una contabilità trasparente e qualificata,
nella fase di verifica, non celere da parte dell ufficio finanziario, sanno richiesti
per gli anni di rimborso indicati nell istanza;
registri IVA – prospetti contabili, dati del quadro RG. del Quadro F degli studi di settore
registro cespiti beni ammortizzabili etc che se non tenuti correttamente,
potrebbero generare effetti distorsivi, contro lo stesso istante.(soggeto richiedente)

solo dopo quasta fase, con il riconoscimento del rimborso dell’IRAP versata,
quindi una palese accettazione e verifica da parte dellADE della mancanza di requisiti
di autonoma organizzazione, inoltrare una istanza di interpello, ed una richiesta di certificazione,
sulla base dell atteggiamento concludente dell’Ade relativo al rimborso per essere esonerati dalla presentazione del modello IRAP ed il versamento
dell’imposta per le annualità future.

in assenza di questa la prassi prevede sempre la presentazione del modello IRAP annuale,
versare le Imposte dovute e richiederne il rimborso/ compensazione successivamente.

escluderei presentare il modello Irap e non versare le imposte in quanto sareste ugualmente soggetti
a controlli del tipo 36 Bis con richiesta del versamento imposte IRAP quale minor
imposta versata, e dovrete tentare tramite civis e/o eventualmente commissione Tributaria
l’annullamento dell’Avviso , che ricordo diventa alla scadenza immediatamente
esecutivo e iscritto a ruolo.

per approfondimenti domande o altro potete utilizzare l’apposito blog o inviare una mail dal sito http://www.studiodipierno.it

discussione e commento del argomento in oggetto dello studio di Pierno
Dr Edmondo Di Pierno Tributarista Qualificato LAPET L 4/2013.

AUTOCERTIFICAZIONE CANONE RAI

AUTOCERTIFICAZIONE CANONE RAI

Il 24 marzo 2016 è stato emanato da parte dell’Agenzia delle Entrate il modello necessario a rendere all’Amministrazione Finanziaria la dichiarazione sostitutiva da parte dei contribuenti titolari di utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale e ciò alla luce del fatto che dal 1° luglio 2016 l’abbonamento del canone RAI sarà addebitato sulla bolletta dell’energia elettrica. Il modello è necessario per comunicare quelle situazioni in cui il contribuente si ritrova e che non rendono addebitabile il costo del canone RAI.

In particolare, nel modello il contribuente titolare di utenza di fornitura elettrica è chiamato a comunicare, alternativamente:

  1. a) la non detenzione di un apparecchio televisivo da parte di alcun componente della famiglia anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica (tale dichiarazione, per espressa previsione di legge ha validità annuale);
  2. b) la non detenzione, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica, di un apparecchio televisivo ulteriore rispetto a quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 una denunzia di cessazione dell’abbonamento radio-televisivo per suggellamento di cui all’articolo 10, primo comma, del Regio Decreto Legge 21 febbraio 1938, n. 246;
  3. c) che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante, in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica, di cui il dichiarante comunica il codice fiscale;
  4. d) il venir meno dei presupposti di una dichiarazione sostitutiva di cui alle lettere a), b) e c) precedentemente resa.

La dichiarazione sostitutiva è da presentarsi solo qualora il contribuente debba comunicare le condizioni di cui ai punti precedenti e può essere resa anche dall’erede in relazione all’utenza elettrica intestata transitoriamente ad un soggetto deceduto.

La dichiarazione di cui al punto d) deve essere tempestivamente effettuata qualora vengano meno i presupposti di una dichiarazione sostitutiva precedentemente resa, ad esempio nel caso di successivo acquisto di un apparecchio televisivo.

L’Amministrazione Finanziaria nelle istruzioni fornite per la compilazione del modello ricorda che per famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune (articolo 4 del D.P.R. n. 223/1989).

Il modello e le relative istruzioni sono disponibili al seguente link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/provvedimenti/2016/marzo+2016+provvedimenti/provvedimento+del+24+marzo+2016+canone+rai+provv+45059.

FONTE AGENZIA DELLE ENTRATE

RIPORTO COMMENTATO DA STUDIO DI PIERNO

WWW.STUDIODIPIERNO.IT